zioudino
10-12-2013, 19:35
Ho trovato questo articolo in rete...subito mi sono detto "ma si, è uguale a migliaia di altri che circolano in rete"...e invece..leggete qui
Nel nostro paese sono circa 38 mila le persone affette dalla sindrome dai tratti somatici orientali, dal carattere sensibile, dalla salute cagionevole e dalla personalità da conoscere e valorizzare.
La Sindrome di Down è un’anomalia del cromosoma 21, causa ritardo mentale, microcefalia, bassa statura e faccia caratteristica. La diagnosi è suggerita dalle anomalie fisiche e dalla successiva analisi genetica. L’incidenza della patologia aumenta con l’aumentare dell’età materna, infatti l’incidenza aumenta progressivamente dopo il 36mo anno di età della madre, il cromosoma n° 21 presenta un pezzo di cromosoma in più, per questo è anche chiamata Trisomia 21. Non sempre però la Sindrome di Down è dovuta all’età materna, ci sono casi detti di mosaicismo cromosomico a carattere ereditario, possono essere portatori della malattia sia donne che uomini indipendentemente dall’età. Oggi è possibile effettuare la diagnosi prenatale con la mappatura genetica attraverso l’amniocentesi, lo studio ecografico dell’embrione oppure dalla rilevazione di anomali livelli di alcuni ormoni legati alla gravidanza.
Nasce affetto da Sindrome Down un bambino su ogni 1.200 nati, ma potrebbero essere molti di più. L’incidenza delle anomalie cromosomiche è di circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di interruzioni spontanee di gravidanza. Inoltre, la diagnosi prenatale di sindrome Down è una delle evenienze per ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Prima di arrivare alla decisione dell’interruzione volontaria è necessario conoscere da vicino la sindrome. Un bambino Down nasce con un suo patrimonio neuronale ed immerso nell’ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo e dell’integrazione sociale può diventare un individuo unico e irripetibile, esattamente come gli altri. Gli esperti sostengono che anche la mente di una persona Down si lascia influenzare positivamente o negativamente dall’ambiente in cui si trova: vivere in un contesto adeguato, stimolante e che tiene conto delle potenzialità di ciascun individuo senza standardizzarlo per colpa della sua malattia, significa offrire grandi possibilità di crescita, maturazione e integrazione.
http://lifestyle.tiscali.it/mamma_bimbo/feeds/13/12/09/t_54_20131209_news_00166.html
Nel nostro paese sono circa 38 mila le persone affette dalla sindrome dai tratti somatici orientali, dal carattere sensibile, dalla salute cagionevole e dalla personalità da conoscere e valorizzare.
La Sindrome di Down è un’anomalia del cromosoma 21, causa ritardo mentale, microcefalia, bassa statura e faccia caratteristica. La diagnosi è suggerita dalle anomalie fisiche e dalla successiva analisi genetica. L’incidenza della patologia aumenta con l’aumentare dell’età materna, infatti l’incidenza aumenta progressivamente dopo il 36mo anno di età della madre, il cromosoma n° 21 presenta un pezzo di cromosoma in più, per questo è anche chiamata Trisomia 21. Non sempre però la Sindrome di Down è dovuta all’età materna, ci sono casi detti di mosaicismo cromosomico a carattere ereditario, possono essere portatori della malattia sia donne che uomini indipendentemente dall’età. Oggi è possibile effettuare la diagnosi prenatale con la mappatura genetica attraverso l’amniocentesi, lo studio ecografico dell’embrione oppure dalla rilevazione di anomali livelli di alcuni ormoni legati alla gravidanza.
Nasce affetto da Sindrome Down un bambino su ogni 1.200 nati, ma potrebbero essere molti di più. L’incidenza delle anomalie cromosomiche è di circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di interruzioni spontanee di gravidanza. Inoltre, la diagnosi prenatale di sindrome Down è una delle evenienze per ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Prima di arrivare alla decisione dell’interruzione volontaria è necessario conoscere da vicino la sindrome. Un bambino Down nasce con un suo patrimonio neuronale ed immerso nell’ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo e dell’integrazione sociale può diventare un individuo unico e irripetibile, esattamente come gli altri. Gli esperti sostengono che anche la mente di una persona Down si lascia influenzare positivamente o negativamente dall’ambiente in cui si trova: vivere in un contesto adeguato, stimolante e che tiene conto delle potenzialità di ciascun individuo senza standardizzarlo per colpa della sua malattia, significa offrire grandi possibilità di crescita, maturazione e integrazione.
http://lifestyle.tiscali.it/mamma_bimbo/feeds/13/12/09/t_54_20131209_news_00166.html